Genitori e figli

Ecco un’altro estratto dal libro “La Saggezza viene dal Cuore” di Attilio Piazza e Monica Colosimo, TEA Edizioni.

Stavolta il tema trattato è sotto forma di domanda, tra genitori e figli. Credo che ne possa trovare utilità chi è genitore, ma anche chi solo figlio.

Ecco qua:

Domanda: In quanto genitori possiamo fare molti errori con i nostri figli. Come ad esempio trattarli sperando che ci diano amore, e magari per questo cercare di controllarli perché abbiamo paura di perdere il loro amore. Ma quando lasciarli fare e quando invece intervenire?

Risposta: è il momento di chiarire cosa significa il rispetto. Questa parola contiene una indicazione importante: contiene la radice del verbo greco ‘skopein’, ovvero vedere. Rispetto equivale, quindi, a ‘ ti vedo ‘.
Questo non vuol dire essere d’accordo, o esprimere piacere per qualcosa che il soggetto fa o non fa; significa soltanto accorgersi di quella persona.
Nel rispetto si vede qualcuno per quello che è, sia che si trovi in contatto con il suo Io più profondo, sia che si trovi perso nelle valenze di un ego più superficiale. Lo si vede nel suo divenire, nel suo bene, nel suo male, nei suoi tormenti, nelle cose belle… e senza volerlo minimamente cambiare, lo si rispetta.
Tale rispetto acquista ancora più forza quando i genitori rispettano sé stessi prima di tutto, in questo caso, in quanto madre e padre. Quel rispetto per sé stessi aiuta a rispettare anche i figli. Rispetto per i limiti, per le tensioni, le aspirazioni, le bellezze, i doni. E così facendo si lasciano andare giudizi e aspettative anche nei confronti degli altri.

In relazione ai figli, nel rispetto dell’essere genitore, è chiaro che a volte è necessario porre paletti. Nel fare questo si impara la differenza tra occuparsi dei figli e pre-occuparsene.
Che differenza c’è tra occuparsi del figlio e preoccuparsene.
Se si presta attenzione, questa differenza la si sente nel corpo.
Qual’è la distanza che c’è tra di voi e il figlio a seconda che ce ne occupiate o meno? Che quando ci si preoccupa gli si sta addosso, non è vero? E quando ci si occupa semplicemente di loro li si lascia respirare.
I figli avvertono immediatamente quando vi state occupando di loro e quando invece ve ne state preoccupando.
Quando ce ne occupiamo li vediamo belli, liberi e imperfetti come sono. Li vediamo anche nel loro aspetto spirituale, anime in divenire che imparano facendo esperienze. Quando ci preoccupiamo in realtà non li vediamo affatto.

Non li vediamo perché le nostre idee e le nostre aspettative o i giudizi diventano il punto di riferimento principale in quel momento e sono sovrapposti a chi loro sono. È questo che li fa arrabbiare, perché a pelle sanno, sentono che non è loro che stiamo vedendo.
Quando vi preoccupate di qualcuno provate disagio perché state mancando loro di rispetto. Similmente mancate loro di rispetto quando li guardate come se fossero qualcun altro che vi è o vi è stato caro.

Tipicamente succede quando si guardano i figli come se fossero vostra madre o vostro padre, o un ex amore. In questo modo inconsciamente li trattate come se voi foste bambini, e loro gli adulti a cui chiedere riconoscimento, amore, complicità, o come se fossero qualcuno su cui potersi appoggiare, su cui poter contare.
A parte il danno che ne deriva dal proiettare su di loro le vostre aspettative o persino le vostre frustrazioni, i figli di solito non hanno la forza per destarsi e per dirvi: “Non è me che stai vedendo”. Tenderanno dunque ad adattarsi a queste vostre richieste inconsce e a sforzarsi di essere chi vorreste che fossero.

Ma col tempo questo li indebolirà poichè li porterà lontani dal riconoscere la propria essenza, la propria natura, il proprio valore e i disagi aumenteranno per tutti in famiglia.
Ciò che in quanto genitori vi preme per davvero è il loro bene. Il vostro cuore farà di tutto affinchè voi impariate a vederli per quello che sono e ad averne rispetto.

Una semplice tecnica che vi permette questo è guardarli con gli occhi del loro angelo custode o come se foste voi la loro guida spirituale. Così potrete finalmente imparare a guardare i vostri figli con gli occhi dell’amore, senza nulla da loro volere, senza proiettare nulla o nessuno su di loro.
Amandoli in modo libero e adulto.

Per approfondire: 
“La Saggezza viene dal Cuore” di Attilio Piazza e Monica Colosimo, TEA Edizioni. 

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